Sergio Fritz Roa__________________________


 

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Recensioni

per

Claudio Lanzi


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Come al solito ci è indifferente la notorietà di un autore. Ci interessano i contenuti e, in questo caso i contenuti sono interessanti, tanto più perché scritti da un giovane. Roa, infatti, è nato in Cile nel 1975 e, a quanto dice la prefazione di La Fata, ha partecipato a numerose manifestazioni sulla metafisica e cosmologia tradizionali, scrivendo su diverse riviste americane ed europee tra cui Metapolitica, Lhork, Casa del Tempo, e numerose altre.

Appena abbiamo ricevuto l’opuscolo abbiamo storto il naso. “Diario di Kshatriya”…uhm, ci sembrava un abuso di termini, una importazione indianeggiante che ci preparava ad una lettura infantile ed enfatica. Poi abbiamo pensato che fra i testi dei soliti tromboni paratradizionalisti nostrani, ormai pieni di parole come mongolfiere, e un giovane sicuramente un po' meno appesantito dai soliti refrain, avremmo preferito quest’ultimo. E infatti, dopo le prime pagine siamo stati avvinti dal racconto, che alterna momenti di autentica poesia ad altri di intuizione metafisica.

Non sappiamo “chi sia” Fritz Roa e non conosciamo la sua storia, i suoi studi i suoi incontri “reali”, ma non si può scrivere una cosa del genere senza un grande amore per la natura, per il mondo e per la tradizione dimenticata. In ogni pagina appare una malinconia di fondo, la constatazione di una dissoluzione in essere inarrestabile, ma traspaiono anche parole d’amore, anzi d’Amore, che fanno intuire l’entusiastica ricerca dell’autore che passa attraverso esperienze “forti”, forse corrosive ma che attende fiducioso il miracolo e la redenzione. E’ un giovane, è un poeta e scrive con un linguaggio onirico e un po’ new-age. Non è un saggio, è l’avventura di un personaggio immaginifico che ne incontra altri, altrettanto immaginifici. Dei viaggiatori “fulcanelliani” che lo inondano di profezie.

Ma in mezzo alle sue parole esistono delle piccole perle. Noi non sappiamo quanto Roa sia consapevole di ciò che cerca e quanto sia autentico il suo percorso. Non lo sappiamo ormai più di nessuno. Ma è un libro fresco. Un buon libro per i giovani e per credere ancora alla esistenza del Mattino.

http://www.simmetria.org/index.php?option=com_content&task=view&id=582&Itemid=304


Nota bio-bibliografia di Claudio Lanzi

(1943), ricercatore e progettista, autore di numerosi articoli scientifici pubblicati da varie riviste di ingegneria italiane ed estere, e di alcuni libri nel settore dellʼautomazione, per la scuola, lʼindustria e lʼuniversità (edizioni Sonzogno, Patron, Nis, Treccani). Al programma scientifico e didattico, ha da sempre affiancato una intensa attività di ricerca sulle scienze antiche, sia orientali che occidentali, con particolare riguardo per le geometrie della scienza sacra (è stato allievo e amico di Adriano Graziotti), della musica, e delle ritmiche liturgiche tradizionali.

Per Vecchiarelli Editore prima e per le Edizioni Simmetria poi, ha pubblicato: La Danza delle Hore, Sentieri Spirituali, Maleducazione spirituale, Lʼanima errante, Intelletto dʼAmore, Misteri e Simboli della Croce, Ritmi e Riti, Sedes sapientiae. L'universo simbolico delle cattedrali. Per le edizioni Mediterranee: La porta ermetica di Rivodutri, insieme ad A. M. Partini, oltre a numerosi altri testi e articoli su riviste specializzate. C. Lanzi è docente Accademico della Tiberina e direttore della collana Simmetria. Svolge periodicamente corsi e conferenze sia in tale sede che presso altre strutture orientate verso lo studio della scienza tradizionale.