Sergio Fritz Roa__________________________








|
–—–—–—–—–—–—–—–—–—–— Recensioni per Giuseppe Gorlani –—–—–—–—–—–—–—–—–—–—
Ho letto con grande
interesse il volumetto "Giardino di trincee" di Sergio Fritz Roa.
Immediatamente mi è parso di cogliere in esso un quid legato
alla giovinezza. E ciò non vale quale nota negativa, tutt'altro. L'aura
di lucido entusiasmo e di aspirazione al Vero che irradia da questo
scritto è connaturata ad uno stato spirituale che oggi si manifesta
soltanto di rado tra i giovani. Mi riferisco comunque ad una giovinezza
che contiene in sé anche vetustà, poiché il coesistere di tali estremi
segna quanto attiene alla sapienza. Proseguendo nella lettura mi sono
sentito attrarre all'interno di verità profonde, dalla cui comprensione o
intuizione promanano non solo speranza e gioia, ma pure una sorta di
sofferenza e di struggimento; simili sentimenti sono infatti
inseparabili dalla condizione umana e dal nostro amore per la bellezza
del mondo al quale apparteniamo, ormai quasi del tutto dominato dal
demone della tecnica cibernetico-informatica che, appiattendolo vieppiù
nell'orizzonte unico della "risorsa", inevitabilmente lo distruggerà. A
tale pretesa di dominio, in cui dello stato ontologico dell'uomo e del
mondo vien fatto strame, l'Autore si ribella nell'unico modo possibile
ed efficace, ossia orientandosi spiritualmente. In sintesi, un libro
fuori da ogni retorica moralistica ed egualitaristica; un libro sincero
che ci parla di una visione cristiana in accordo con la Tradizione
sapienziale universale che Guénon, Coomarswamy (o, più propriamente,
Kumaraswamy), Evola, ecc. contribuirono a riportare alla luce.
Eccellenti l'Introduzione e le note di Aldo La Fata.
Giuseppe Gorlani: nota
bio-bibliografica
Grafico, saggista e poeta. Dai venti ai trent'anni ha viaggiato e soggiornato a lungo in Oriente (soprattutto in India), vivendo in prima persona l'esperienza più importante della sua generazione: il ritorno al Centro attraverso l'uso alchemico delle "acque corrosive" (il viaggio psichedelico). Nel 1981 ha fondato la comunità ashramica dei Cavalieri del Sole, nella quale tutt'ora vive. Suoi interventi sono apparsi in varie riviste letterarie e di studi tradizionali, tra le quali «Convivium», «Paramita», «I Quaderni di Avalon», «Conoscenza», «Poiesis», «Atrium», «Letteratura-Tradizione» e «Vidya». Presso "Il Cerchio - Iniziative Editoriali" ha pubblicato tre sillogi poetiche (Radici e Sorgenti - 1989, La Porta del Sole - 1990, Nel Giardino del Cuore - 1994), una raccolta di saggi (Il Segno del Cigno - 1999) e ha curato una versione italiana del Nan Yar? di Shri Ramana Maharshi (Chi Sono Io? - 1995). Con "La Finestra Editrice" (TN) ha pubblicato Anatema, una raccolta di prose poetiche.
|