Sergio Fritz Roa__________________________


 

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Recensioni

per

Luca Senatori


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Un libro conciso. Ma di afflato notevolissimo. Appena preso tra le mani si può pensare di poterlo leggere in poche ore, ma una volta aperto si capisce che c’è bisogno di molto più tempo per meditarne ogni pagina e ogni parola. Anzi, ancor da prima, fin dal titolo: Giardino di Trincee. Può esistere forse un giardino composto di trincee? O meglio: può un insieme di trincee comporre un giardino? Non è forse un paradosso? Lo è forse nei termini. Ma per Kshatriya, e per chi come lui segue la “via metapolitica”, un tale paradosso è il vivere quotidiano. Il Guerriero, il Cavaliere, e lo stesso protagonista-scrittore del Diario, combattono le loro Battaglie presso innumerevoli trincee fisiche, ma proprio in quel medesimo Combattimento, in quelle trincee, trovano il loro Giardino Spirituale. E di trincea in trincea, giungeranno senz’altro alla mitica Città dei Cesari.

Kshatriya è un Combattente immaginario ma nello stesso tempo assolutamente reale. Non è l’archetipo del Guerriero perfetto, né del Cavaliere purissimo e senza macchia, ma un esempio di chi, pur con manchevolezze e dolori, continua il suo Cammino facendo d’ogni esperienza un insegnamento e d’ogni insegnamento un avvicinamento alla Purezza. È dunque senz’altro un uomo, e niente di ciò che è umano gli è estraneo: non è così asceta da non provare desiderio per una donna, eppure cammina verso l’ascetismo; è capace di irarsi con i suoi simili per la loro insulsaggine, epperò è un uomo schierato, un uomo sincero, e dunque non altrettanto insulso. Tutto ciò lo rende vicino al Lettore e, per chi Combatte, quasi famigliare.

Durante la narrazione il Lettore potrà altresì sperimentare diversi stati d’animo, e scorgere ciò che di solito è Celato, Ermetico ed Esoterico. Potrà intravedere che nel Cammino di Kshatriya, e dunque nel mondo, sono all’opera forze, sodalizi ed entità invisibili, ma non per questa loro peculiarità meno determinanti. Potrà incontrare forme d’arte misteriose che rimembrano l’inquietudine dei racconti di Poe o di Lovecraft, ed espressioni della penna che indicano la Via e la Militanza, così come già annoverata e additata negli scritti di Evola, Panunzio o Guenon.

Ogni parola va meditata, dicevamo: e non a caso nell’edizione italiana è stata inserita una indovinatissima raccolta di note. Ciò che non si trova in questa raccolta induce all’approfondimento personale, a una ricerca mirata a rintracciare altri frammenti di Verità che le pagine del diario talvolta indicano, ma non svelano se non in minima parte. Può nascere così un nuovo Diario, quello del Lettore. Se così piacerà al Cielo.




Luca Senatori amministra un interessante blog cavalleresco qui:

http://latorredellaspecola.blogspot.com/